Clima, ecco il Report Inea sull’andamento climatico nelle campagne

L’Inea ha pubblicato la nota trimestrale (aprile-giugno 2013) sull’andamento climatico e le implicazioni in agricoltura. Ecco come le condizioni meteo hanno inciso sui comparti agricoli. Il decorso della stagione primaverile si è caratterizzato per la forte instabilità, in particolare durante il mese di maggio. Le aree settentrionali sono state attraversate da precipitazioni intense associate a temperature inferiori alla media climatica del periodo 1971-2000, mentre in quelle meridionali i parametri hanno mostrato un andamento contrario. Nel Nord la primavera 2013 è rientrata tra le più piovose dell’ultimo secolo, mentre un’anomalia è stata riscontrata al Sud a livello di temperature, grazie al contributo del mese di aprile che, in quest’area è stato più caldo di oltre 2°C rispetto alla media.

Correzioni di stima sulle semine

Per la bietola, rispetto a quanto anticipato nei mesi precedenti (due mesi fa si pensava al raggiungimento dei 60.000 ettari investiti), gli eventi meteorici primaverili sembra abbiano mutato gli orientamenti veicolando i produttori verso altre strategie aziendali (la stima attuale è sui 40.000 ettari).

La campagna pataticola è partita con un mese di ritardo nel Nord Italia per il clima piovoso, facendo ipotizzare difficoltà legate alla concentrazione dell’offerta tra la fine di luglio ed agosto quando anche la produzione del Nord Europa arriverà sul mercato nazionale con conseguente ridimensionamento dei prezzi. Le stime forniscono dati in calo rispetto ai quali si avvertirà una carenza di prodotto tra i mesi di giugno e luglio, associato al un calo delle superfici (-5%) e degli areali produttivi degli ultimi anni.

Situazione sostanzialmente analoga a quella della patata per il settore risicolo: il perdurare del maltempo, soprattutto tra aprile e maggio, ha causato ritardi a seconda delle varietà. Oltre al rinvio delle semine, la preparazione dei terreni ha presentato numerose difficoltà arrivando a fine maggio con il 50% di superficie a riso ancora da seminare in provincia di Ferrara, il 40% nel Milanese, il 25% nel Pavese e 10% nelle province di Novara e Vercelli. In alcune aree della provincia di Pavia e Milano è stata valutata la possibilità di sostituire il riso con la soia, nonostante le difficoltà di reperimento del seme, e in alcuni casi si è scelto per soluzioni più drastiche, rinunciando alla coltura.

La primavera anomala e l’accumulo dei ritardi nelle semine potrebbero favorire la soia che più delle altre aveva sofferto la siccità 2012. L’unico problema riguarderebbe la reperibilità del seme, soprattutto per chi ha cambiato strategie produttive lungo il decorso primaverile. Le vendite di sementi (dati Assosementi) hanno espresso un andamento in crescita a seguito alle previsioni afferenti al mais, stimato in calo sia per le superfici (-10/-13%) che per le produzioni (-15/-20%) a causa del ritardo nella semina. E’ possibile che, visto il trasferimento del ciclo colturale, le produzioni di soia siano inferiori, tuttavia i raccolti potrebbero uguagliare o superare quelli del 2012

Risultati produttivi

Su albicocche, pesche e nettarine è da segnalare la flessione registrata dalla raccolta delle albicocche, anche se ancora difficile da quantificare perché distribuita a macchia di leopardo e a seconda della varietà. Nelle 3 regioni che detengono buona parte della produzione nazionale (Basilicata, Campania e Romagna), i risultati peggiori (-25/30%) hanno riguardato le varietà precocissime. Le piogge hanno creato problemi d’impollinazione per cui le varietà legate a questo tipo di riproduzione sono risultate meno produttive e si auspica che le perdite siano bilanciate dalle varietà medio-tardive raccolte tra fine maggio e tutto giugno. Un trend in flessione per i ritardi accumulati è stato registrato in Italia anche per pesche e nettarine.

Il primo raccolto del fieno nelle campagne del Nord Italia ha mostrato risultati negativi. Oltre al ritardo cumulato nelle operazioni a causa delle piogge, altri problemi sono emersi a carico della raccolta, anch’essa differita, della quantità e della qualità del prodotto. Le conseguenze attese coinvolgeranno il comparto bovino e le performance produttive. Il primo sfalcio, detto maggengo, più pregiato per le qualità nutrizionali, in molti casi è stato sacrificato destinandolo alla trinciatura.

 

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