Dal 1 luglio scatta l’obbligo del marchio UE su biologico

I consigli per la quasi la metà degli italiani che li acquista i

Dal primo luglio 2012 scatta l’obbligo del marchio comunitario per tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti in Italia e negli altri Stati membri dell’Unione Europea che potranno così essere finalmente distinti da quelli importati da Paesi extracomunitari. Lo rende noto la Coldiretti che invita circa la metà degli italiani che acquistano biologico a verificare d’ora in poi sulle confezioni la presenza del logo biologico dell’UE, rappresentato dalla “foglia europea” con dodici stelle bianche su fondo verde brillante con al centro una cometa. Nel campo visivo del logo devono figurare anche il numero di codice dell’organismo di controllo e il luogo di produzione delle materie prime agricole. Il logo comunitario resta però facoltativo – precisa la Coldiretti – per i prodotti biologici non confezionati e per quelli importati mentre continueranno ad essere ammessi, insieme al marchio UE, altri loghi nazionali, regionali o privati.

Con un aumento annuale degli acquisti del 9 per cento nel primo bimestre del 2012 il fatturato dei prodotti biologici in Italia negli ultimi dieci anni è triplicato passando – sottolinea la Coldiretti – da meno di un miliardo di euro del 2000 agli oltre tre miliardi di euro attuali ed è quindi importante – sottolinea la Coldiretti – garantire la trasparenza dell’informazione anche alla luce di un aumento delle importazioni da paesi extracomunitari ottenute con standard diversi da quelli comunitari.

L’Italia puo’ contare sul maggior numero europeo di imprese biologiche. Al primo gennaio del 2011 in Italia gli operatori del settore biologico sono 47663 mentre la superficie interessata, in conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, risulta – continua la Coldiretti – pari a 1113742 ettari, con un incremento rispetto all’anno precedente dello 0,6 per cento. Per questo di fronte al ripetersi di frodi che riguardano l’importazione di prodotti falsamente biologici è necessario – sottolinea la Coldiretti – introdurre al piu’ presto un marchio per il biologico italiano che possa rendere facilmente riconoscibile la produzione ottenuta con materia prima e standard nazionali, per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli sulla reale origine del prodotto acquistato. In attesa che questo avvenga il consiglio della Coldiretti è quello di acquistare i prodotti biologici direttamente nelle aziende, nelle botteghe e nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica che garantiscono l’origine nazionale degli alimenti in vendita.

Lo scopo principe del nuovo logo, definito “Logo di produzione biologica dell’Unione europea” dal Reg. CE n. 271/2010, è quello di fornire visibilità ai cibi e alle bevande biologiche, unitamente ad un sistema di garanzie che sia effettivamente percepito dai consumatori, e che può essere sintetizzato come segue:

almeno il 95% degli ingredienti agricoli sono stati prodotti con metodo biologico; solo in questo caso può comparire la parola “biologico” o una sua abbreviazione nella denominazione di vendita del prodotto;

il prodotto è conforme anche alle regole del sistema di controllo e certificazione, approvato da ogni singolo Stato membro;

il prodotto proviene direttamente dal produttore (se sfuso) o è preparato in una confezione sigillata;

il prodotto porta il nome del produttore, del preparatore o del venditore ed il numero del codice dell’organismo di certificazione che ha effettuato il controllo dell’ultima operazione prima dell’immissione in vendita.

Solo in Italia – conclude la Coldiretti – il legislatore nazionale ha disposto che i prodotti ottenuti in Italia debbano recare altre indicazioni aggiuntive. In particolare, il codice di controllo deve essere preceduto dalla dicitura “Organismo di controllo autorizzato dal MiPAAF”; deve essere inoltre indicato il numero di codice attribuito dall’OdC all’operatore “Operatore controllato n. xxxx”.

 

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