Vino: si punta molto sull’export, in quanto in Italia consumi in calo

Vino: si punta molto sull’export, in quanto in Italia consumi in calo

Zani: cerchiamo di fronteggiare al meglio una situazione delicata

“Il continuo calo dei consumi di vino (meno 30 per cento nell’ultimo decennio) induce i nostri produttori a guardare con la massima attenzione all’export, sfruttando il buon nome dei vini italiani”. Gianluigi Zani, presidente della Coldiretti virgiliana, si fa carico di una situazione delicata che riguarda i vini della nostra provincia,  specialmente quelli della Bassa.  “Anche con il Lambrusco, stiamo affrontando la questione con grande impegno. Si esporta negli Stati Uniti e in Germania ma ora si aprono nuovi mercati, in particolare quello cinese”.

“Stiamo mandando piccole quantità di Lambrusco a Shangai, Hong Kong e Pechino – gli fa eco Luciano Bulgarelli, presidente del Consorzio vini mantovani – cercando di creare anche lì una cultura del nostro vino. Vogliamo far capire che non basta avere le bollicine, il colore o addirittura gli stessi vigneti. Sul prodotto finale influiscono tanti fattori, a partire dalla struttura geologica dei terreni e dal clima”.

Nel corso del 2010 si è registrato un record delle esportazioni dei vini italiani, con un fatturato di 3,7 miliardi, in aumento del 9 per cento sull’anno precedente. Secondo un’analisi della Coldiretti, nel mondo sono state stappate quasi 3 miliardi di bottiglie di vino italiano. Ciò consente all’Italia di collocare all’estero oltre il 50 per cento della produzione (26 milioni di ettolitri) compensando il calo dei consumi interni (attualmente a 40 litri pro-capite all’anno).

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